Welcome Nepal

Sono sul taxi lanciato all’inseguimento dell’ultimo pullman che porta a Kathmandu per consentirmi di non dover dormire una notte in qualche posto al confine. Suzuki Marutti un modello che in Europa non conosciamo. Una macchinina così piccola che nel posto di fianco al guidatore le mie ginocchia puntano sul cruscotto regolarmente addobbato con qualche divinità indù. Uno dei numerosi posti di blocco formati dalla polizia Nepalese che ferma per un controllo il mio pullman consentendomi di raggiungere e salire con tutti i miei bagagli. Mi aspettano altre 10 ore di pullman prima di arrivare a destinazione. Sono l’unico Occidentale a bordo e il conducente mi fa accomodare in uno dei migliori posti anteriori, probabilmente perché  avrò come minimo pagato il doppio del normale biglietto degli altri Nepalesi. Non me ne preoccupo, l’India per questo è stata una ottima scuola.

Allora lasciando l’India alle spalle e percorrendo la strada che serpeggia fra i monti e porta alla vallata di Kathmandu ho come la sensazione, concedetemi il paragone, di percorrere il confine italiano in direzione Svizzera. Le strade sono in condizioni migliori delle migliori che ho percorso in India. Le mucche per le strade sono rare e in tutto il viaggio ne avremo incrociate solo 1 o 2. Il livello di immondizia e sporcizia è quasi a livelli Italiani quindi migliaia di volte migliore delle città Indiane. Fermati ad un chiosco dove consumare la cena, non avendo valuta Nepalese l’avventore un ragazzo giovane vestito come un componente dei Back Street Boys mi cambia le mie Rupie indiane in Nepalesi … senza fregarmi !!! La prima impressione sembra buona vedremo