Welcome in India

L’impatto con l’India e con la sua capitale New Delhi non poteva andare diversamente da come è andata !

Uscito dall’aeroporto vengo praticamente assalito da orde di tassisti, agenti turistici, mendicanti, passanti che cercano di vendermi o propormi l’affare del secolo. Riesco a fatica a districarmi fra la folla e raggiungere la metropolitana per prendere il primo treno verso il centro e l’agognato riposto all’hotel prenotato.

Se non siete mai stati nella capitale indiana non conoscete il significato della parola traffico. Il fatto che si circoli a sinistra, come nei paesi ex colonie britanniche, è solo una opinione ! Auto, camion, motori, ciclisti, pedoni, carrozzine a motore circolano praticamente su ogni centimetro quadrato della carreggiata, e a volte anche al di fuori di essa, a destra a sinistra sopra e sotto. Tutti sono indaffarati a non tamponare o farsi tamponare, investire o farsi investiti suonando abbondantemente il clacson. Per complicare le cose aggiungo che sempre in strada non è strano trovare mucche, cani randagi, asini e ogni sorta di animale che circola liberamente fra le auto e sono certo che se potessero suonerebbero il clacson pure loro.

Arrivato all’Hotel capisco subito che c’è qualcosa che non va. Polizia in ogni angolo e strade chiuse al traffico. IMPENSABILE per gli animali e automobilisti Indiani. Alla reception mi comunicano con rammarico scuotendo il capo nel modo che avrò modo di spiegare, che tutte le prenotazioni per i prossimi tre giorni sono state cancellate per motivi di sicurezza a causa della visita di Obama. Adesso voglio precisare che non avevo prenotato una notte a new delhi nello stesso albergo del presidente americano, ma bensì, per garantire la libera circolazione e sicurezza di questo è stato chiuso e svuotato praticamente un quartiere della capitale. Quando vogliono gli indiani riescono ad essere molto zelanti ! Resta il fatto che mi trovavo alle ore 18 dopo più di 20 ore vi viaggio, stanco sporco e demoralizzato, nella prima tappa del mio viaggio senza avere un posto dove dormire e senza che il receptionist riuscisse a trovare una soluzione. Vane sono state le sue diverse telefonate ad altri alberghi per trovarmi un posto. Tutto il mondo è voluto venire a Nuova Deli il 14 gennaio. Ormai rassegnato a passare la prima fredda notte lungo qualche marciapiede della capitane si avvicina presentandosi Shashi un uomo paffuto dal capello e baffo colorato rosso carminio con ricrescita. Mi dice di aver ascoltato la mia discussione e si propone di aiutarmi. A volte alcune persone sembrano siano mandate direttamente dal destino o da Dio, Vishnu, Halla ….  Shashi è stato sicuramente uno di questi. Mi racconta di fare il tassista e che è abituato e abile nel guidare i turisti nell’esplorazione del rajhastan e nella cultura indiana. Per farla breve dopo 3 ore fitte di trattative in inglese misto romagnolo ed il suo inglese misto Indù dove mi ha descritto e fatto vedere la sua famiglia, complessa e articolata come quella di un libro di Garcia Marquez, 4 thè, 2 caffè, 12 sigarette, due pit stop ai bagni raggiungiamo un accordo soddisfacente per entrambi. Shashi mi guiderà verso le varie bellezze del Rajhastan per i prossimi 27 giorni, guidando il suo taxi. Ammetto che sono riuscito a strappare un prezzo più che soddisfacente solo perché ho dimostrato di saper rispondere correttamente quando interrogato sui nomi e gradi di parentela della sua famiglia e con la promessa che passeremo a trovare lungo il tragitto nell’ordine, il cognato maestro di musica suonatore del flauto traverso che si trova da qualche parte a Jodhpur, la sua famiglia composta da moglie e due figli che si trova ad Agra, “l’amica” (non ho indagato bene sul significato che gli indiani danno a questa parola, quando avrò maggiori informazioni vi farò sapere) rinomata per il suo pollo tandoori ed i suoi massaggi che si trova a Jaipur e la promessa di portarlo al cinema a vedere un vecchio film (questa richiesta mi ha un poco preoccupato all’inizio).

Di buona lena salgo sull’auto e tentiamo di uscire da Delhi direzione città Masawa in un albergo che mi rassicura ha già un posto per me. Sono le ore 22. Alle ore 24 non siamo ancora riusciti a scappare dalla capitale. Ci trattiene con il suo traffico e ci istupidisce con il suo rumore e smog. Io sono arrivato praticamente allo stremo delle forze e ogni tanto mi appisolo svegliandomi solo quando l’auto incappa in qualche numerosa buca o dissuasore posto lungo la strada.

Alla fine alle 3 di notte arriviamo all’hotel ci apre un anziano con baffi e turbante sikh uscito direttamente da un film di Bolliwood. L’hotel c’è ! La mia camera c’è ed è più che dignitosa ! E’ iniziata l’avventura.

New Delhi mi ha preso masticato e risputato nel giro di 5 ore neanche fossi una foglia di paan.