Una giornata a Goa

Suona la sveglia. SOno le sette del mattino del settimo giorno qui a Goa sulla spiaggia di Palolem.
Mi cruogiolo qualche minuto sul grande letto coperto da una enorme zanzariera che mi protegge dalle punture dei noiosi insetti che ineviabilmente
infestano le notti qui ai tropici. Mi lavo velocemente, mi vesto, brachete e maglietta, poi esco dal mio “hut”, una fresca capanna di bamboo e frasche.
La guest house dorme ancora anche se il sole è gia alto ma non ancora caldo.
Pochi passi e sono in riva al mare che si presenta calmo e placido, anche lui si deve ancora svegliare.
Oggi c’è proprio una gran bassa marea sembra proprio che il mare intimidito si sia ritirato chissa in quale parte del mondo

Saluto gli altri mattinieri che passeggiano lungo la riva, ormai ci conosciamo.
Mi incammino.
In pochi minuti raggiungo lo Yoga tree center per seguire la quotidiano lezione di Yoga di Ruban il maestro.
Oggi siamo in pochi, una giovane coppia di inglesi ed una anziana signora israeliana.
Dopo un’ora e trenta di Yoga poco faticoso ma rilassante esco energizzato dall’intenso pranayama eseguito negli ultimi minuti.
Saluto i compagni di corso ed il maestro Ruban e mi incammino affamato al solito posto il D’Costa caffe per fare la mia lauta colazione.
Come ogni mattina mi soffermo ad annusare i gelsomini che circondano la capanna dove si è tenuta la lezione facendo attenzione a non
mettere piede nel nido di formiche rosse, non mi fregate più bastarde !
Le punture di questi piccoli insetti sono ancora più dolorose delle zanzare.
passo dietro la piccola chiesa cattolica affacciata sul mare e giro a destra.
Proseguo lungo la riva e dopo poco arrivo e mi siedo al solito posto.
Il proprietario oramai mi saluta in italiano
CIao come stai ?
rispondo bene ed ordino una israelian breakfast
un pita con una insalata di peperoni e pomodori una ricca omelette ed un po di humus annaffiato il tutto con un forte black tea.
Consumo velocemente la consumazione e mi godo il panorama ed il risveglio della spiaggia.
Alcni tardivi pescatori tirano in secca lungo la sabbia le loro piccole imbarcazioni, non hanno pescato molto oggi lo capisco dal secchio quasi vuoto che portano vicino al ristorante.
Rifiuto con cortesia alcuni venditori di giornali che mi propongono il newyork times o altri quotidiani indiani.
Ascolto curioso le lingue delle altre persone che si siedono di fianco a me.
Riconosco una coppia tedesca, una famiglia indiana e due signori dei quali non riesco a risalire al loro paese di origine.
Accendo il cell e scambio qualche messaggio con watsup con l’Italia.
SOno oramai le 11 mi incammino verso la mia guest house.
La spiaggia ha iniziato a prendere vita. vedo i nuovi arrivati, bianchi come fantasmi, intenti a spalmarsi abbondandi dosi di crema protettiva.
Raggiungo il mio posto e saluto lo staff che nel frattempo hanno rianimato il cozy Nook.
Mi stendo sul lettino e mi godo gli ultimi raggi clementi del sole prima delle bollenti ore del primo pomeriggio.
Apro il mio ebook, non finirò mai di essere grato ai miei ex colleghi che mi hanno fatto questo meraviglioso omaggio, e continuo la lettura dei pensieri di OSHO.

vengo distratto dall’abbaiare di Lucy la cagnolina della guest house che allontana gli altri cani dal suo territorio.
La tranquilizzo dandogli qualche mandorla, lei riconoscente scava un po di sabbia per raggiungere quella più fresca e umida proprio sotto al mio lettino.
Sono oramai le 13 è ora di ritirarsi nei miei alloggi.
Cammino sotto l’ombra delle enormi palme che circondano la zona e calpesto le pietre levigate che segnano il sentiero che porta al mio hut.
Entro accendo il ventilatore e mi stendo sul letto.
Chiudo gli occhi.
Sento i mugolii e gridolini delle grasse turiste che si sottopongono ai massaggi ayurvedici di Lazo, il massaggiatore del Cozy Nook nonchè padre di Ruban il mio maestro Yoga.
Lazo ha il suo studio proprio di fianco al mio hut.
Sorrido al pensiero di trasformare i lamenti delle turiste sottoposte al trattamento immagianandole coinvolte e perse in sgarbati amplessi.
Mi addormento quasi subito.
Un sonno profondo e sudato.
Privo di sogni.
Faccio una doccia veloce e torno in spiaggia è l’ora della passeggiata.
Mi incammino verso sud e percorro con passo veloce senza mai correre i 2 km della costa che mi porta all’estremo della spiaggia.
Nella prima giornata avevo pensato di percorrerla correndo. A casa senza costanza e ginocchio permettendo ero uso fare qualche corsetta alla sera.
Subito ho capito che percorrere questa distanza lungo la spiaggia non era indicato. DOve correvo ! il senso della corsa mi dava l’idea di fretta che
non volevo assolutamente riprendere. Ho desistito quindi e adesso lo percorro andata e ritorno camminando.
arrivo in fondo alla spiagga dove su una grossa pietra nera vi è raffigurata una curiosa mucca rosa. Si tratta poi dell’ingresso di una discoteca dove fanno feste silent noise.
I club silent noise sono una curiosa ma geniale invenzione per consentire ai ballerini più sfegatati e giovani tiratardi preservando
il silenzio di un posto speciale come quello. In definitiva si tratta di una discoteca all’aperto dove all’ingresso ti forniscono delle cuffie sensa fili.
Tu le indossi e puoi selezionare tre canali
in uno c’è musica truncha truncha truncha
nell’altro c’è musica bhum bhum bhum bhum
nel terzo più tranquillo c’è un canale di musica chaka chaka chaka bhum
togliersi le cuffie e guardare tutta la gente l’effetto vi assicuro è esilarante
nel silenzio quasi totale, in realta le frequenze più basse si sentono ma crea un piccolo tappeto di buzz buzz buzz, si vedono dimmenarsi tutte le persone.

Saluto mentalmente la mucca rosa e mi giro di 180 gradi per tornare all’ altro capo della spiaggia.
Arrivato di nuovo al cozy nook mi bevo un dissetante drink e continuo la mia lettura sul lettino.
Dopo una ora di lettura accaldato decido di fare una nuotata.
Nel frattempo il mare si è alzato parecchio e anche le onde schiumano ormai vicino al mio lettino.
SOno incredibili le escursioni di mareaa di questo mare.
dopo quasi un centinaio di metri a piedi il livello raggiunge il petto ed inizio a nuotare in direzione di due piccole imbarcazioni ancorate a circa 200 m di distanza.
I bay watch indiani ormai mi conoscono e sanno che sono in grado di raggiungerlo, li notavo preoccupati le prime volte vedendomi nuotare così al largo.
raggiungo la barca e mi siedo sul contrappeso di legno galleggiante che usano per stabilizzare la piccola imbarcazione.
mi godo lo spettacolo della costa dalla prospettiva del mare.

Le palme si mostrano ancora più maestose viste dal mare e sembrano ingoiare e nascondere i numerosi huts presenti sotto di essi.
Riprendo fiato e mi rituffo in mare per tornare a riva.
Prima di uscire dall’acqua gioco un poco con le onde cercando di surfare con il mio corpo.
Mi stendo di nuovo sul lettino aspettando il tramonto.
Le ultime ore prima del tramonto sono le migliori.
Mi godo lo spettacolo del sole che scende dietro delle rocce infestate dal verde tropicale spostandomi su una sedia sdraio ed ordino una birra King fisher
Appena sceso li sole torno al mio hut
1, 2, 3, 4…..37 pietre e arrivato
una veloce doccia
cambio di abito
e si esce per la cena.