Due parole sul Myanmar

Ammetto che conoscevo poco o nulla di questo paese, e come da mia abitudine non avevo, volutamente, letto le solite guide lonely planet, routards per informarmi su cosa vedere, fare, dire, lettera testamento.

Vi chiederete ma allora perchè ci sei andato ?

Semplice perchè durante le precedenti tappe alcuni incontri o chiacchiere fra amici (grazie Barbara ti sarò eternamente grata per aver contribuito a mettermi questa pulce nell’orecchio) mi hanno portato all’attenzione il Myanmar.

 

Mi piace pensare che il mio vagare sia governato dal caso o fato fate voi,comunque sia il mio errare stà assumendo la forma di una foglia che trascinata dalla corrente si fa trasportare lungo il fiume, ogni tanto mulinello in qualche vortice, mi incaglio su qualche radice,ma immancabilmente il fiume mi sta portando verso una destinazione che ancora non conosco.

 

Bando alle elucubrazioni.

Tutto il viaggio è stato segnato dagli incontri e dalle nuove amicizie. Appena sceso dall’aereo incontro Michael di Berlino e Jimmy di Montreal e decidiamo di condividere il taxi che ci porterà in una guest house, poi abbiamo condiviso una camera nella guest house …. E via discorrendo così è nato lo Shearing Team! Con Jimmy ho condiviso più della metà del viaggio. A Hsipow zona collinare del nord  est si costituisce il Dream team, 7 impavidi ragazzi Inga,Sabine,Tim,Pieter,Sophie,Jimmi ed io,  per compiere una 3 giorni di trekking fra i villaggi rurali attorno alla città. Buona parte di questi ragazzi poi li ho re-incontrati in altre parti del Myanmar. Ma l’incontro più importante l’ho avuto con la popolazione del Myanmar. Credevo che il Nepal e la sua gente rappresentasse il massimo della squisitezza che l’asia potesse offrirmi invece qui ho conosciuto una popolazione giovane,curiosa, gentile e timida a volte naif ed ingenua ma sempre squisitamente ben disposta verso lo straniero. Sebbene il turismo di massa stia arrivando a passi da gigante i venditori non sono insistenti, le negoziazioni partono da prezzi asiatici e non duplicati o triplicati perché occidentali, non ho mai visto un birmano chiedere una mancia per un servizio o altro. Mi rimarranno per sempre impressi nella memoria i sorrisi degli adulti che ti vedono passare, sorrisi bellissimi come quelli di bambini, autentici e che sgorgano dal profondo, che non nascondono altri fini o scopi che non sia quello di salutarti e poi gli interminabili saluti dei bambini che urlano HELLO HELLO verso di te per poi vederli scappare per la vergogna se ti fermi a parlare con loro. Spero che il paese non verrà travolto dalla ingordigia e dal capitalismo che ha ormai distrutto diversi paesi dell’asia.

Qui di seguito alcuni commenti ai posti che ho visitato

YANGON

Capitale caotica e caldissima. Il traffico è veramente la morsa che blocca questa città. Se avetel’opportunità nonfatevi mancare una passeggiata in chinatown ed un fashion show serale in uno dei numerosi locali.

BAGAN

Una distesa infinita di stupa coprono un’area grande come Gambettola. Qui il caldo era ancora più intollerabile che a YANGON (in alcuni giorni il termometro segnava 43 C°). Bello e suggestivo il tramonto fra le rovine.

HSIPOW

Tutti i trekking che portano nelle vallate partono da questa città. In 3 giorni è possibile venire a contatto popolazioni Shan, Olong,Cinesi ecc.. i paesaggi,specialmente i primi giorni erano desolanti ettari ed ettari di foresta bruciata per lasciare il posto ai campi di granoturno OGM cinese. Ma la cosa più significativa è stato l’incontro con i villici.

INLE LAKE

Grande lago dai suggestivi panorami e dai pittoreschi pescatori che usano remare solo con un piede. Fenomenali le zanzare

CHAUNTHA BEACH

Tipica località di mare per i Birmani a 2 passi dalla capitale. Rumorosa,chiassosa,insomma come Rimini a ferragosto. La sfortuna/fortuna ha voluto che capitassi in questi posti durante il water festival ricorrenza festiva buddista dove tutti i birmani sono in ferie. Però è stato divertente farsi gavettonare da idranti o bimbi con secchi mentre procedevo in scooter. Comunque sia a meno di 2 ore di scooter sono riuscito a trovare una delle spiagge più belle che abbia mai visto. Più di 10 km di sabbia bianca acque turchesi,palme da cocco mangrovie e nessuno a perdita d’occhio. Veramente memorabile.

 

Concludendo il Myanmar è sicuramente un posto in cui vorrei tornare e suggerisco a tutti di visitarlo prima che la modernità ed il consumismo rovinino questa atmosfera pacifica, placida e serena che questo paese è stato in grado di trasmettermi.