Arrivederci Australia …. welcome New Zealand

Fra meno di 24 ore un Boeing 787 della compagnia aerea di bandiera Cilena mi porterà in Auckland, Nuova Zelanda, la destinazione più lontana da casa che abbia mai raggiunto. Lo zaino, fedele compagno di viaggio, è quasi pronto di fianco al mio letto, il suo peso adesso è addirittura inferiore a quello di partenza. Durante il viaggio mi sono liberato del peso di abiti oramai sbranati da detergenti troppo aggressivi e dai frequenti lavaggi in macchine a gettoni, altri capi li ho semplicemente smarriti o regalati. Fuori, il cielo di Sydney è coperto da nuvole grigie e una cappa di aria caldissima e umida mi fa sudare copiosamente.

Sono passati più di cinque mesi dal mio atterraggio nella terra dei canguri. Sono troppi i paesaggi che ho visto e sono troppe le esperienze che ho fatto per poterle descrivere in queste poche righe. Cercherò come mio solito di lasciarvi la mia generale impressione su questo immenso paese.

L’Australia è grande, ma veramente grande, così grande che può contenere comodamente l’intera Europa come potete vedere dall’immagine di copertina di questo post. Il suo cuore rosso, l’outback, è una distesa desertica o quasi, veramente poco popolata, ricordo le ore passate in auto attraverso strade deserte, diritte per chilometri senza incrociare nessuno. Le coste a nord sono tropicali con estati torride e una stagione delle piogge che allaga tutto per settimane, quelle a sud hanno un clima meno estremo molto simile al nostro sud Italia. Il Queensland, la costa nord orientale, è un susseguirsi di spiagge da sogno ogni tanto interrotte da scogliere mozzafiato bagnate dal caldo ma rabbioso Oceano Pacifico. Ma non vi voglio tediare con noiose descrizioni di paesaggi da cartolina o racconti di incontri con strani animali, per lo più velenosi o mortali, per questo basta accendere un qualsiasi canale tematico di viaggi o documentari. Vorrei soffermarmi su quello che mi interessa di più, la persone.

Ho incontrato tantissima persone durante il mio girovagare e la gran parte di essi non erano australiani. Non conosco i numeri ma ritengo che per ogni tre cittadini Australiani vi sia un immigrato che viva o lavori, permanentemente o temporaneamente, in questa terra. Numeri spaventosi impensabili nella sovrappopolata Europa. Ma qui tutto è possibile a partire dalla terra che è abbondante e rigogliosa fino ad arrivare al lavoro che qui non manca di certo. Comunque ogni immigrato è un universo a parte e una storia a se; c’è chi è fuggito dalla povertà del suo paese, chi è in cerca di un futuro migliore, chi prova a raccimolare un po di contanti in valuta pregiata per continuare il suo viaggio, e via discorrendo. Ma in tutti quelli che ho conosciuto ho visto tanto coraggio per lasciare il proprio paese, tanta determinazione per costruirsi un futuro così lontano da casa. Prima di partire avevo un idea dell’ Australia, che credo un po tutti condividano, che quando arrivi ti aspettino con il tappeto e che già al confine ci siano orde di datori di lavori pronti ad assumerti. Sappiate non è così ! Le leggi sull’immigrazione qui sono molto complicate e rigide, violarle comporta la immediata espulsione. Il lavoro c’è sopratutto nelle fattorie, o farm come le chiamano qui, o nel settore ristorazione, hospitality, però è alta anche la competizione, visto il numero di immigrati che ogni giorno atterrano qui. Insomma ti devi rimboccare le maniche e darti da fare. Tutti quelli che ho incontrato comunque entro 7 al massimo 10 giorni avevano un lavoro. Pensate, anche io che un lavoro non lo cercavo, ho avuto due proposte, una come assistente manutentore frigorista e un altro come cameriere / pizzaiolo in un ristorante italiano … ma questa è un’altra storia. In definitiva l’ Australia è certamente la terra delle opportunità, sopratutto se sei giovane, laureato e con una esperienza minima di lavoro ma sopratutto se hai coraggio e un forte spirito imprenditoriale questo è il posto dove se lavori sodo è facile vedere i frutti del tuo lavoro crescere esponenzialmente.

Molto altro vi vorrei raccontare ma è giunto il momento di riposare domani devo andare nella terra dei Kiwi.